Il potere è nelle parole

Il potere è nelle parole
Mi rende felice scrivere libri. Perdippiù ...ne uccide più la penna che la spada...

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venerdì 22 novembre 2013

JFK: IN LOVING MEMORY

                                 
Dear John,
fifty years after your shameful killing,
I want to thank you from the deepest of my heart.
No other man had, or has, the courage you have showed to all of us, people of the entire planet.
To me, you didn't perish in vane.
Thank you, because now I know.
I wish you were here.
I wish you shook my hand.
Thank you John, because YOU ARE STILL HERE. - Enzo
















sabato 16 novembre 2013

IL TEMA D'ORO

                 
Ogni epoca storica ha sperimentato un 'Tema', un qualcosa che l'ha contraddistinta da tutte le altre epoche storiche; così possiamo domandarci qual'è il tema storico dei nostri tempi. Ormai è passato quasi un secolo dagli anni 20,30 e 40, caratterizzati dalla lotta contro le dittature; Hitler e Mussolini come esempio arcinoto. Quello delle guerre alle dittature era "il tema" dei nostri nonni, ed un po' anche quello dei  nostri genitori. Ma oggi, qual'è il Tema storico? Calcolando che si avvicina il centenario (dicembre 1913-2013) della nascita della Federal Reserve, credo che "il Tema" dominante di questo inizio secolo sia  quello della 'guerra' tra 'i più ricchi' e 'gli altri'. Abbiamo assistito alla fine del secolo scorso ed all'inizio di questo, ad un proliferare di "nuovi ricchi", anzi ricchissimi, che sono -a quel che si può facilmente vedere- assolutamente determinati a mantenere la loro posizione nel mondo. 
I "padroni del mondo", sono coloro che controllano il denaro (nel mondo),  le famiglie delle multinazionali planetarie, i leader politici in genere.
Secondo la regola d'oro (cioè "chi ha l'oro fa la regola"), coloro che controllano i soldi fanno le regole, e il loro scopo principale è quello di rimanere al potere. Benchè 'il popolino' venga indotto (con successo, direi) a pensare il contrario. 
Attualmente , le varie banche centrali controllano la creazione e l'emissione della moneta, così, per assicurare la loro permanenza al potere, zampillano letteralmente un oceano di moneta a corso forzoso, il denaro creato dal computer ed il cui valore viene avallato "per legge". Di fronte a questo denaro creato dal nulla, dovremmo inchinarci tutti quanti e credere pedissequamente che questi 'creatori di soldi' ci stanno salvando da una nuova depressione mondiale (non solo italiana...).



In questo momento, anche se nessun banchiere vuole ammetterlo, stiamo vivendo una guerra valutaria internazionale, in cui ogni nazione vuole una valuta debole e competitiva sul mercato globale...  Ultimo atto di questa 'guerra valutaria' .... l'abbassamento dei tassi d'interesse della BCE a 0,25%, praticamente zero, sulla falsariga di quanto già fatto dalla Fed americana e dalla Bank Of Japan.
I tassi di interesse pari a zero sono volutamente calcolati per costringere le persone a spendere in borsa, o, meglio ancora , nel mercato immobiliare. Il tutto, naturalmente, a debito. Perchè indebitarsi 'costa zero', o quasi... In tutto questo processo, il debito creato ha raggiunto una misura mai vista prima nella storia, misura che cresce esponenzialmente grazie agli interessi composti, cosicchè la montagna del debito diventa inarrestabile.
Forse non sarà ancora visibile ai più, ma credo proprio che il Tema del secolo sia "fare tutto quello che serve"  da parte dei "super ricchi" , per rimanere al potere.
Sullo sfondo, però, ci sono dei pericoli non trascurabili: per esempio la possibilità che i tassi di interesse comincino a progredire, e quindi l'inflazione salga in maniera così visibile che anche l'uomo più comune la riconoscerà. ....E allora comincerà a protestare (...le proteste sono già iniziate, e si stanno moltiplicando, anche...), magari fino alla rivolta e.... chissà, magari l'intera struttura del debito (fasullo e creato dal nulla, come il denaro), salirà così in alto da crollare sotto il suo stesso peso, abbattendo l'intera economia mondiale con essa.
"Il Tema" sembra proprio essere quello dei 'super ricchi che restano al potere' facendo di tutto per mantenere gli altri ... 'schiavi felici e contenti'. 

La chiave per il controllo da parte dei "super ricchi" è la produzione di "valuta a corso legale" cioè denaro non garantito da alcuna controparte di valore. E' l'oro, il nemico del denaro creato dal computer. Quando l'oro è stato rimosso come disciplina valutaria per i soldi (1971), coloro che potevano creare denaro dal nulla hanno scoperto il percorso verso la ricchezza ed il controllo, facendo di tutto per 'far dimenticare' l'oro alle masse. Il che è comprensibile. L'importante è saperlo e non dimenticarlo. Tutto ciò con cui abbiamo a che fare nella nostra società, comprese le azioni, obbligazioni, l'immobiliare ed ogni possibile fonte di reddito, ruota intorno al "tema d'oro" qui spiegato.


Con il contributo dei mass media, finanziati dal potere ed al suo servizio, pian piano, negli anni, una generazione dopo l'altra, ci hanno portato a credere che l'oro fosse ormai una reliquia senza valore. Buono solo per qualche gioiello od orologio costoso. Nossignori. Non è così. E conviene svegliarsi e chiedersi il perché stanno proliferando tanti negozi "compro oro".
Direi proprio che il "Tema d'oro" del secolo sia il controllo dei nostri soldi da parte dei moderni "padroni del mondo".

(Post ispirato ad un discorso di Richard Russel di inizio 2013 ritrovato nei miei archivi)
Felicità
Enzo

lunedì 11 novembre 2013

Il Maestro Rossi e l'Allievo Marquez

       
Marc Marquez (in italiano sarebbe.... Marco Marchese) 'ha scritto -ieri- una pagina importante nella storia del motociclismo', come ha affermato Valentino Rossi (qualcuno che di pagine così ne ha scritte parecchie). Da buon appassionato, ne approfitto per spiegare come funziona tra 'allievo' e 'maestro'. L'allievo è colui che studia e impara a fare. Il maestro è colui che fa e insegna come si fa. Ma non necessariamente allievo e maestro assistono contemporaneamente alla lezione. Molto spesso l'allievo studia con maestri già morti da tempo. A volta, studia con maestri che sono distanti migliaia di km da lui. A volte, studia con maestri che distano... qualche anno ... da lui. Ed il maestro non è necessariamente qualcuno che insegna... spontaneamente. A volte il maestro è semplicemente qualcuno da cui imparare, anche se -magari- non ha nessuna voglia di insegnare...
E' il caso di tre piloti motociclisti: Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e Marc Marquez. 

La storia si svolge così:
Valentino Rossi, grande talento, ha studiato i 'grandi' che l'hanno preceduto. Agostini, Roberts, Spencer, Dohan. Ma ha anche studiato -per primo- le piste. Con la Play Station e guardando infiniti filmati di corse svoltesi in precedenza sulla pista che gli interessava. Nessuno l'ha mai fatto, prima di lui. Rossi ha superato il maestro Dohan (9 titoli contro 5).

Jorge Lorenzo, il suo talento l'ha 'costruito' imparando a fianco del maestro (Rossi). Fino a quando l'allievo (Lorenzo), ha superato il maestro, suo compagno di squadra. E non solo in pista. Lorenzo ha imparato -da solo- anche da Stoner: ha imparato a partire a razzo. Rossi, questo, non l'ha ancora imparato. E anche qui, l'allievo Lorenzo ha superato il maestro Rossi; ma non solo nel 'talento di guidare'. 
L'ha superato nel talento -molto più nascosto- di imparare.


Marc Marquez (l'allievo) ha imparato da tutti i suoi maestri contemporanei (Rossi, Lorenzo, Stoner ecc.). Il talento per guidare ce l'ha da solo. Ma non basta. Così, ha messo insieme tutto quello che hanno i suoi maestri: il non mollare mai di Lorenzo, il partire a razzo di Stoner e il divertirsi sempre di Rossi. Ma, con largo anticipo sugli altri, è stato Rossi l'unico maestro veramente tale. Perchèee? Ma perchè quando l'allievo (Marquez) l'ha battuto (Laguna Seca 2013) esattamente come lui gli ha insegnato (Laguna Seca 2008, Rosssi-Stoner), divertito e felice si è congratulato con lui, quasi a dirgli "Adesso il maestro sei tu". Il vero maestro è colui che gioisce quando l'allievo lo supera. E gli cede volentieri "la cattedra". Eh sì, il maestro Rossi ci ha consegnato un maestro ancora più bravo: Marquez.

Felicità
Enzo

domenica 10 novembre 2013

Il Papa sull'amministratore disonesto...

                                                   
Continuazione del post precedente...
Quando, l'8 novembre scorso, il Papa, per spiegare il suo messaggio sulla mondanità ha usato la parabola dell'amministratore disonesto e scaltro con:
«Eh sì, questa è una lode alla tangente! L’abitudine della tangente è un’abitudine mondana e fortemente peccatrice. È un’abitudine che non viene da Dio» e con  «Dio ci ha comandato di portare il pane a casa col nostro lavoro onesto! E quest’uomo, amministratore, lo portava, ma come? Dava da mangiare ai suoi figli pane sporco! E i suoi figli, forse educati in collegi costosi, forse cresciuti in ambienti colti, avevano ricevuto dal loro papà come pasto sporcizia, perché il loro papà, portando pane sporco a casa, aveva perso la dignità! E questo è un peccato grave! Perché si incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga, eh!» «Qualcuno di voi potrà dire: 'Ma, questo uomo ha fatto quello che fanno tutti!'. Ma tutti, no! Alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici; alcuni amministratori del governo... Forse non sono tanti. Ma è un po' quell'atteggiamento della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita». 
In effetti ha distorto la parabola. La parabola non parla dei figli dell'amministratore, né di lavoro onesto, né di pane sporco! La parabola "sta" in un contesto storico, contesto in cui -secondo alcuni commentatori- bisogna ricordare l’ambiente palestinese dell'epoca ed i suoi costumi. I grandi proprietari terrieri, per lo più stranieri, avevano alle proprie dipendenze degli amministratori locali, ai quali lasciavano grande libertà e piena responsabilità: loro compito era di realizzare per il padrone il profitto pattuito, ma, una volta assicurato questo profitto, avevano anche la possibilità — maggiorando il prezzo — di realizzare guadagni personali. Questo era consentito. Si può dunque pensare che l'amministratore -nell’intento di procurarsi amici che lo avrebbero aiutato nei momenti di difficoltà- abbia semplicemente rinunciato alla propria parte di profitto, ma senza danneggiare il padrone. 
Ed è da qui che il Papa accenna alla 'furbizia' descritta nella parabola; lo fa da furbo anche lui (il Papa). Infatti il tema della furbizia dell'amministratore, elogiata dal Padrone (che sarebbe Gesù), è fonte di controversie interpretative piuttosto aspre fra gli studiosi dei testi sacri; così il Papa ci vende la sua interpretazione:
«Nella parabola -dice Bergoglio- il padrone loda l’amministratore disonesto per la sua furbizia». «Ma se c’è una 'furbizia mondana' c’è anche una furbizia cristiana, di fare le cose un po’ svelte, non con lo spirito del mondo, ma onestamente».
Personalmente, mi è sembrato che quasi cercasse di giustificare 'il sistema Italia'...
«...forse non sono tanti»  «è un po’ quell’atteggiamento della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita...».
Forse perchè il fenomeno è diffuso e in fondo abbastanza accettato socialmente?
Forse perchè -da argentino- conosce molto bene la corruzione e ci si è abituato?
Cosa volete che sia ?  In fondo sono solo «... Alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici; alcuni amministratori del Governo...». 
E che sarà mai qualche amministratore del Governo corrotto?
Il punto non è se siano tutti, tanti o pochi... il punto è che ci sono! E hanno il potere di dirigere il sistema. E intanto i figli dei 'poveri onesti' magari devono mangiare il 'pane sporco' dei cassonetti per davvero. Tanto... cosa vuoi che siano pochi corrotti al governo?
La conclusione del Papa?
«E poi finirei come quell'altro del Vangelo che aveva tanti granai, tanti silos ripieni e non sapeva che farne: 'Questa notte dovrai morire', ha detto il Signore. Questa povera gente che ha perso la dignità nella pratica delle tangenti soltanto porta con sé non il denaro che ha guadagnato, ma la mancanza di dignità! Preghiamo per loro!».
Mmmh...il punto è che che quei 'granai', oggi, costano povertà e miseria a milioni di Italiani. E non serve 'pregare'. Serve mettere in prigione chi ha rubato, perché non ha rubato solo i soldi... ma ha rubato anche la dignità, oltre ai soldi. Oggi chi non ha da mangiare, chi non arriva più a fine mese... non ha nemmeno la dignità. Non può averla. Io li vedo, gli sguardi dei genitori che non possono pagare i pop-corn al cinema... o di quelli che negano un'uscita al cinema... E non li vedo pieni di dignità. La dignità la vedo sempre di meno... perché, purtroppo, la dignità non si mangia. 
Serve restituire il grano a chi è stato rubato. Pregare, non serve.
'Questa povera gente che ha perso la dignità nella pratica delle tangenti...' non è affatto povera e non ha perso nessuna dignità: non si può perdere ciò che non si ha. Semplicemente 'chi pratica le tangenti' non ha dignità, né etica, né morale, ma un solo credo e un solo dio: il denaro.
E il Papa ha omesso completamente di commentare il finale della parabola: «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona'».
Da notare che adesso la parola 'mammona' della parabola, è sostituita da "denaro" o dalla parola "ricchezza". Ma nei testi stampati qualche decade fa, si trova il termine 'mammona'.
Adesso, alla fine di questo lunghissimo post, proviamo a mettere il Papa nel contesto del "...siamo qui per aiutare" ... Non mi sembra che sia un gran aiuto, il suo, con questa omelia del 08 di novembre 2013. 
Probabilmente ho sbagliato... interpretazione.... ma se dire: 'Questa povera gente che ha perso la dignità nella pratica delle tangenti...' non è fuorviante per il comune cittadino, qualcuno me lo dovrebbe dimostrare e spiegare con molta cura.
Se poi, proprio vogliamo...eccola qui, la parabola, tutta intera. Da interpretare con la nostra testa:

Dal Vangelo secondo Luca 16,1-13:
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli: «C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore. L’amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua. Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d’olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

Felicità
Enzo

sabato 9 novembre 2013

Il papa sulla corruzione

             
Ieri, Papa Francesco ha parlato della 'dea tangente'. Alcuni giornali hanno titolato addirittura "Anatema di papa Francesco contro la dea tangente"... Mi chiedo quanti abbiano capito qualcosa degli articoli dei vari quotidiani e delle parole stesse del papa. Premetto: se sei fortemente cristiano/a, forse non conviene leggere questo post, a meno che tu non sia dotato/a di spirito critico e tu abbia letto la Bibbia (Deuteronomio, antico testamento; e Lettera ai Galati e Lettera ai Romani, di san Paolo, Nuovo testamento) ed il Vangelo secondo Luca (16, 1-13). Cominciamo dal significato: 'Anatema', nel linguaggio odierno (cioè 2013), si interpreta come 'maledizione'. Ma è un termine caduto in disuso nella Chiesa Cattolica da almeno 60 anni. Veniva usato come sinonimo di 'eresia'.
In realtà, il significato viene dall'ebraico 'herem', che è stato variamente interpretato sia in greco che in latino prima di arrivare a noi. Originalmente aveva significato di 'offerta di ringraziamento' oppure di 'sacrificio di espiazione' verso una divinità pagana. Anathema, dal greco ana (sopra) + titemi (posare) letteralmente significa 'sospeso'. E le offerte alle divinità venivano "posate in sospensione" tra due colonne dei templi.
Possiamo interpretare i titoli dei giornali come "Papa Francesco lancia la maledizione della Chiesa Cattolica contro le tangenti".
E tutto questo po' po' di spiegazione solo per una parola in disuso !!! 
Il resto dell'omelia del Papa, richiede di conoscenze ancora più complesse che si possono ottenere solo leggendo Bibbia e Vangelo (cosa che pochi cosiddetti 'cristiani' fanno).
Papa Francesco fa riferimento a due parabole in particolare: quella del ricco Epulone e quella Dell'amministratore disonesto e scaltro. E' bene leggerle per farsi un'idea propria. Io mi limito ad esporre le mie personalissime e provocatorie considerazioni.
Il papa ha detto: "Forse oggi ci farà bene pregare per tanti bambini e ragazzi che ricevono dai loro genitori pane sporco: anche questi sono affamati, sono affamati di dignità! Pregare perché il Signore cambi il cuore di questi devoti della dea tangente e se ne accorgano che la dignità viene dal lavoro degno ... e non da queste strade più facili che alla fine ti tolgono tutto". 

Purtroppo, la realtà quotidiana vera è che il "pane sporco" è quello che i genitori disoccupati e senza reddito, magari immigrati, raccolgono nei cassonetti dell'immondizia, -dove il pane viene gettato dai supermercati Epuloni (leggi il post 'Il pane? Va gettato nell'immondizia!')- per poter dare da mangiare qualcosa ai figli.
Quello è pane 'vero', non figurativo. 'Sporco' davvero perchè viene dai cassonetti, non dal forno o da un espositore del panificio.
I figli ed i genitori di tangentopoli mangiano pane pulito, regolarmente acquistato. E nemmeno il denaro è 'sporco'. Il denaro è astratto, non ha colore nè odore nè peccato nè merito: è un banale mezzo di scambio. La 'dea tangente' nutre gli Epuloni moderni. E (la dea tangente) non è nemmeno una droga. Si tratta semplicemente del 'Sistema Italia'. Il sistema è fatto e funziona così. L'Italia funziona così.
Possiamo biasimare chi, per lavorare, paga una tangente? Chiediamo a un disoccupato se pagherebbe 5.000 euro per 'ottenere un lavoro' ! Cosa crediamo farebbe? Io dico che li pagherebbe subito. Anzi, farebbe anche un mutuo, se necessario, per pagarli!

In realtà, non è la bustarella che causa la corruzione. La bustarella è una semplice conseguenza. Bustarelle e corruzione sono la conseguenza di una giustizia latente e di leggi colabrodo che favoriscono l'illegalità invece di rafforzare la giustizia sociale e l'etica comune. Il corruttore prolifera perchè non c'è nessuno che lo condanni. Nei Paesi civili, i corruttori ed i corrotti vanno in prigione. I ministri hanno un'etica da rispettare e si dimettono (vero Cancellieri?). La giustizia è veloce ed efficiente (Svizzera, Austria, Germania, Francia...). In Italia no. In Italia ci sono le immunità e l'indulto. 
Per usare le parole di un quotidiano: '... La corruzione, denuncia il Pontefice, «toglie dignità. E questo è un peccato grave»... '
No, la corruzione non è un peccato. La corruzione è un reato. Ma la legge come lo 'punisce' questo reato? Dipende... da quanti soldi e quanti avvocati hai. Da quanti amici hai in parlamento... e da quanto è tuo amico il ministro della giustizia Cancellieri!
Tra il "Preghiamo per loro!", esortato dal Papa e la realtà, c'è un abisso ... laico-religioso. "Mettiamoli in carcere. Così la giustizia farà vedere il suo volto ed il potenziale corrotto si guarderà bene dal farsi corrompere" avrebbe dovuto dire.
Magari avrebbe potuto citare il Deuteronomio per spiegarlo: "...quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere e tu le avrai sconfitte (le Nazioni ostili), tu le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza né farai loro grazia".
E' scritto nella Bibbia.
Quando si è in una posizione di potere, non si fanno alleanze nè grazie. Si incarcera. Punto. Per giustizia verso gli onesti, dico io. Questo post non basta ed è già fin troppo lungo. Scriverò il seguito...


Felicità
Enzo

venerdì 8 novembre 2013

Il senso della vita? Siamo qui per aiutare...

                       

(Il senso della vita) didatticamente viene descritto come "la domanda a cui tutti i filisofi hanno cercato di dare una risposta". Tra le risposte filosofiche più curiose ho trovato -recentemente- 'il senso della vita è la vita' (risposta di un filosofo contemporaneo). Mah... 
Qualche mese fa, invece, una bella conversazione con un semplice artigiano metalmeccanico mi ha fornito -col senno di poi- una fra le più belle considerazioni sul senso della vita. Le "Schtroumpf mechanicien" (cioè il 'Puffo meccanico', dal nome originale dei puffi - Les Schtroumpf- che viene dal francese...) mi ha detto: "Vedi Enzo, siamo qui per aiutare. Noi lavoriamo per aiutare gli altri a risolvere i loro problemi. 
Risolviamo problemi di altre persone ogni giorno; siamo pieni di problemi altrui da risolvere... utilizzando il nostro talento 'meccanico'. Il Signore dà ad ognuno di noi un talento e delle capacità perchè siano messi a disposizione degli altri, per aiutare il nostro prossimo; ... e tanto più grande è il talento e la capacità che il Signore ci ha dato, tanto maggiore è la nostra responsabilità e tanto maggiore è il numero di persone che dobbiamo aiutare. A un grande talento, dovrebbe sempre corrispondere una grande responsabilità, ma non sempre è il caso, purtroppo. 
Ed anche, ad un gran talento corrisponde la responsabilità di aiutare un numero molto grande di persone. Più grande è il talento di cui disponi e più devi essere in grado di metterti al servizio degli altri. Tutti noi, nessuno escluso, siamo qui per questo."
'Le Schtroumpf mechanicien' (simpaticamente lo chiamo così per conservare il suo anonimato) è bravissimo nelle lavorazioni di carpenteria metallica, ma non solo... Ho scoperto che è dotato, nella semplicità della sua arte professionale e nella semplicità della sua vita quotidiana, di una filosofia bellissima, pratica, facile da applicare ogni giorno, efficacissima se la vuoi mettere in pratica. Un esempio? Mi ha detto: 
"Non faccio miracoli non perchè non ne sia capace, ma semplicemente perchè non conviene imitare l'unico esempio a disposizione: come ricompensa verrei crocifisso, e sinceramente non mi sembra un compenso adeguato".
Mi son fatto una bella risata per cotanta saggezza, ma in realtà c'è poco da ridere. Vedo persone che compiono miracoli ogni giorno, ma invece di ricompensarle... la nostra società preferisce crocifiggerle. Forse, ognuno di noi è capace di trovarne degli esempi intorno a sè... basta osservare...

Felicità
Enzo